mercoledì 8 luglio 2009

IO VERDE.

You are Green! You are a cool yet energized person. You probably tend to be a little more introverted than extroverted - while you love being with your friends, you still need your "you" time. You are probably a rather laid back, zen sort of person, unless you get a good kick of energy; then you can be crazy fun! You are probably insightful and smart; logic comes easily to you. You tend to be a balance between red and yellow. Reds are passionate and intense, and tend to walk over people. Yellows tend to be the walked on, because they like to keep the peace. You, however, are a balance of both. You know when to lie down and let someone take the lead, but if you feel strongly about something, you're not afraid to stand up for it! You are probably compassionate as well, and like animals and plants. You may be a little off-beat, and feel like not many people really see the depth in your personality. You would probably rather keep things on a superficial level that other people can understand than show the deeper side of yourself. You, in a nutshell: Cool, energized, balanced, strong, funky, zen, deep, intelligent, logical, compassionate. GREEN!

mercoledì 27 maggio 2009

A pezzetti...

Se Ti Tagliassero A Pezzetti
Se ti tagliassero a pezzetti il vento li raccoglierebbe il regno dei ragni cucirebbe la pelle e la luna tesserebbe i capelli e il viso e il polline di Dio di Dio il sorriso.
Ti ho trovata lungo il fiume che suonavi una foglia di fiore che cantavi parole leggere, parole d'amore ho assaggiato le tue labbra di miele rosso rosso ti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.
Rosa gialla rosa di rame mai ballato così a lungo lungo il filo della notte sulle pietre del giorno io suonatore di chitarra io suonatore di mandolino alla fine siamo caduti sopra il fieno.
Persa per molto persa per poco presa sul serio presa per gioco non c'è stato molto da dire o da pensare la fortuna sorrideva come uno stagno a primavera spettinata da tutti i venti della sera.
E adesso aspetterò domani per avere nostalgia signora libertà signorina fantasia così preziosa come il vino così gratis come la tristezza con la tua nuvola di dubbi e di bellezza.
T'ho incrociata alla stazione che inseguivi il tuo profumo presa in trappola da un tailleur grigio fumo i giornali in una mano e nell'altra il tuo destino camminavi fianco a fianco al tuo assassino.
Ma se ti tagliassero a pezzetti il vento li raccoglierebbe il regno dei ragni cucirebbe la pelle e la luna la luna tesserebbe i capelli e il viso e il polline di Dio di Dio il sorriso

giovedì 21 maggio 2009

PARTIAMO!

Finalmente, l'agognata fuga per un esilio tutto nostro.
Alcuni nomi del retiro...Capo Stella, Porto Azzurro e non vedo l'ora di zampettare a Punta Calamita e di vedere dove vivremo questi 4 gg lontani dal Solito: Innamorata.
Bella scelta...
Mi hai stupito.
Una fuga così, non l'avrei potuta nemmeno pensare io.
Come fossi cieca e tu mi porti dove non so.
E mi dici, come oggi mi hai scritto: "Nuoterai al mio fianco?".
Un rimando alla Sardegna.
Ancora grazie e tu sai perchè.

venerdì 10 aprile 2009

Extremely Loud and Incredibly Close

I've always been quite late.
Not in everything, but often in some things.
On purpose, I reckon. Or just because I'm lazy.
I recently purchased some books about 9/11. I really do not why, but that's what I'm interested in now, just after 8 years.
That precise day, I was working at Bologna Airport and from then on I did not want to know anything about that tragedy, the only human consequences of which I perceived watching terrified or even -unaware of what was occurring- travellers' eyes.
Anyways.
That precise day I started to think I was really unprotected.
I could not think to fly anymore, unless choosing the same air company my best friends had already taken. Luftansa, Klm or Air France, unexplainably, meant "safe and sound" to me.
And here I found myself with these two incredible books in my hands:
- "Good Life" by Jay McInerney
-"Extremely Loud and Incredibly Close" by Jonathan Safran Foer
I wish everybody could read the second, wonderfully written, story by Foer.
It's a graceful writer, "illuminated" and, my fault, a too late surprise. A space, this book, were you can read and observe photoes and blank pages too.
A book my CLOSE friends should be grate to read.

venerdì 13 marzo 2009

DESCRIZIONE DI UN UOMO CHE HO SEMPRE PERCEPITO

Rosso è il colore della fratellanza.
Dopo anni che osservavo il dvd del film che ne parla, ho rivisto il capolavoro di KRISTOF KIESLOWSKI.
Io che con il concetto di fratellanza non mai saputo aver a che fare.
E in realtà non è al concetto al quale sono legata.
Ma piuttosto alla luce. Alla luce di questo film. Alla scelta che scorgo. Alla dolcezza delle scelte. All'attenzione delle scelte. Alla persona e al cineasta che fu.

Così ho guardato anche i contenuti extra ed è stata molto più che un'emozione. L'accettazione di una verità che percepivo e non ammettevo.

Il ricordo di una persona non conosciuta, è possibile?

Forse l'unico ad accettarlo e capirlo e a sorriderne, sarebbe stato proprio lui. E forse qualcun'altro, senza capirne il senso.

Ancora mi ricordo quando la mia professoressa di arte, che qui voglio ricordare e ringraziare (Paola Marescalchi, grazie con tutto il cuore), abbandonava il manuale per cedere all'entusiasmo della sua passione.
Ero al liceo.
Era il 1994, quando lei -se non ricordo male- incontrò il regista che poi io scoprii saper descrivere il mio modo di vivere.
Film rosso, più di tutti e a distanza di anni, rimane dentro me.
Per tanti motivi.
Non so nemmeno io come spiegarli.

Di lui J.L.Trintignant disse:
"LA SUA FREDDEZZA E' UNA FORMA DI PUDORE, MA SI SENTE CHE E' PRESENTE. NELLE COSE IMPORTANTI SI PUO' SEMPRE CONTARE SU DI LUI."
"E' PIU' INTERESSATO ALLA SENSIBILITA' CHE ALL'INTELLIGENZA. E' UNA PERSONA CARISMATICA. E' UN UOMO PROFONDAMENTE SINCERO. DICE FINO IN FONDO QUELLO CHE PENSA O ALTRIMENTI TACE. E' DAVVERO IMPRESSIONANTE."
Di lui, Irene Jacob:
"PUO' SEMBRARE UN PO' BRUSCO PERCHE' NON AMA NASCONDERSI DIETRO ALLE MASCHERE. AMA LA NUDA VERITA'. A VOLTE E' DURA.
LUI NON ADDOLCISCE LA PILLOLA. NON FA SFOGGIO DI ENTUSIASMO. MA SE HAI BISOGNO LUI C'E' SEMPRE. E' MOLTO INTELLIGENTE."
Sono parole così semplici, che mi hanno fatto una volta in più e soprattutto in questo periodo quando la gente mi offre spunto di riflessione su come mi vede, su come sono, su chi credo di sembrare, ancora una volta dicevo, mi fa sentire legata al senso della vita, per come lo vedo io.
Lo sento io. Per come me l'hanno insegnato mia madre, che mi poneva di fronte alla tangibilità delle esperienze fin da piccola, e le persone della mia vita. Per la profonda e indelebile verità che cerco di dare ad ogni cosa che affronto.
La verità. Io la amo a tal punto che, se fa male, la amo ancora di più. Se buca il cuore, la amo ancora di più.
Ecco perchè mi ha colpito, alla fine dopo 15anni dalla prima visione, Film Rosso.
Perchè ho capito solo ora perchè percepivo il MODO DI UN REGISTA, senza comprendere il perchè.
A volte ci succede persino con alcune persone che conosciamo per caso.
Ci piacciono e non vogliamo spiegarci il perchè.
Le salviamo dentro noi, senza sapere come mai facciamo questo sforzo.
SENTIRE più che RAGIONARE. SENSIBILITA' più che INTELLIGENZA.
Ecco. E' proprio così.
E respiro, con la primavera che ha spalancato la finestra dell'ufficio, respiro quasi volessi di nuovo commuovermi. Liberata, finalmente.
"Questa è immortalità", pensa la mia testa, "io vorrei essere ANCORA, una volta sotto terra, PRESENTE".
E sorrido, un po' amaramente, perchè la cara professoressa Marescalchi un giorno entrò in classe e disse: "E' morto KRISTOF KIESLOWSKI... E i Vanzina continuano a far film".
Poi, con tutta la semplicità che avrei previsto, ricordo tra i contenuti extra, la conferenza stampa a Cannes, quando il regista si faceva tradurre dall'interprete in francese.
Noto che il ricordo si sofferma sulla concisione del suo discorso. Sulla sua semplice formulazione, che già poteva dire tutto su questo genio. Le stesse sue parole, dette dalla dolcissima lingua liquida che è il polacco, finivano prima. Prima della simultanea francese.
Quasi a dire al pubblico: "non ho molto da dire, è così e basta".
E di qui, riporto fedelmente queste parole semplici, di nuovo e ancora, perchè le sento spuntare in lacrime nello spazio breve tra occhio e carne:
"Mi piace molto girare film. Ora sono stanco. Ho sempre parlato della vita così com'è. Ma il mio vero sogno è quelo di starmene in campagna e fumare comodamente. E' il mio sogno."

mercoledì 4 marzo 2009

Taci, anima stanca di godere

Taci, anima stanca di godere
e di soffrire (all'uno e all'altro vai rassegnata).
Nessuna voce tua odo se ascolto:
non di rimpianto per la miserabile
giovinezza, non d'ira o di speranza,
e neppure di tedio.
Giaci come il corpo, ammutolita,
tutta pienad'una rassegnazione disperata.
Non ci stupiremmo,
non è vero, mia anima, se il cuore
si fermasse, sospeso se ci fosse il fiato...
Invece camminiamo, camminiamo
io e te come sonnambuli.
E gli alberi son alberi, le case sono case, le donne
che passano son donne, e tutto è quello
che è, soltanto quel che è.
La vicenda di gioia e di dolore non si tocca.
Perduto ha la voce la sirena del mondo,
e il mondo è un grande deserto.
Nel deserto io guardo con asciutti occhi me stesso.

mercoledì 7 gennaio 2009

To be of use, testo e significanza.

Most of my fantasies are off
Making someone else come
Most of my fantasies are off
To be of use
To be of some hard
Simple
Undeniable use
Like a spindle
Like a candle
Like a horseshow
Like a corkscrew
To be of use
To be of use
Most of my fantasies are off
Making someone else come
On a horse
Over palms laid
On the threshold
On the coming day
Coming day
Coming day
come.

Smog - to be of use

Il passato in una medusa.
Infatti punge.

martedì 2 dicembre 2008

POPPY FIELDS

Smoke is rising from the houses
People burying their dead
I ask somebody what the time is
But time doesn't matter to them yet
People talking without speaking
Trying to take what they can get
I ask you if you remember Prospekt, how could I forget?
Drums
Here it comes
Don't you wish that life could be as simple As fish swimming round in a barrel? When you've got the gun Oh and I run
Here it comes
We're just two little figures in a soup bowl Trying to get behind a kind of control
But I wasn't one
Now here I lie
On my own in a separate sky
And here I lie
On my own in a separate sky
I don't wanna die
On my own here tonight
But here I lie
On my own in a separate sky...

http://swisscharts.com/showitem.asp?key=532712&cat=s

Questa canzone è la fusione di due tracks, in realtà quasi un medley che non ha le sembianze di nessuna delle due.

E questo, una volta letto, ha significato tantissimo nella percezione della musica.

Questa canzone insieme ad "AMSTERDAM", mi riporta ai luoghi che sono parte interiore e all'idea che ho della mia vita.

C'è chi, rifiutando la terza via, credendo non esista, mi aveva fatto dimenticare per un po' il senso di me e di quello che ero per me stessa.

Le parole.

Io sono stata quel pesce nel barile, tu avevi il fucile e io son corsa via. Ma in fondo, siamo nella stessa "soup bowl", e di questo ne siamo coscienti.

Io mi auguro da un po' di far diventare la mia vita semplice "with nothing left to give".

Ma non troppo semplice, quel semplice della collina di Primrose.

Quel semplice caldo e tutto particolare.

Con quel senso di vita che tutto risolve e niente semplifica, però.

lunedì 20 ottobre 2008

MISSING WHAT I CARE FOR

Today I'm violet. I miss cool things to do. And violet is something special today, to me. I miss time to be spent with friends, my mom and other people I love, around the world. I only have a ring in my 'pinkie' and I feel to belong to a city, not mine, to a face, not close, to a bright mind over there in my city, to London and that hill between Camden and Regent's Park. I miss that land from where I could see a poisoning fog covering rich green spaces. I miss everything could fill me up, today.
Photoes of what I want and need. Among these, I found a strong power to attend the day's challenges. One coffee, one more, to end the files. I perceive a strange pleasure, putting everything in a proper order and ohh my beloved plastic envelops, how helpful they are! I scratch the invisible surface of the day, working hard. Listening to what I need despite what I want. I've started this post with an other motivation, I reckon. Now, I'm in another field. I run. I run everyday and I'm 30 and late. I'm always late.

giovedì 2 ottobre 2008

You're silver lining the clouds...
And everything is torn apart

From youtube, this track from a closer view

http://www.youtube.com/watch?v=6BGb1vFKQFM&feature=related

FROM THE GIG ON...

'CLOCKS' ROCKS

mercoledì 1 ottobre 2008

HEY GUYS, I'M GONNA PLAY AS A FATMAN...

...

Non avrei saputo dirlo meglio...

“Viva La Vida Tour” .Coldplay.
La ragnatela dei suoni esplosivi. Bologna 29.09.08 di Gianluca Capaldo
Avvolti, accerchiati, incastrati, incastonati, sedotti, immersi nella musica, nei suoni, nelle luci, nei colori. È questa la sensazione che si ha assistendo al concerto più atteso della stagione live italiana. Dal palco, allestito nella maestosa struttura del Futurshow Station, fasci di luce portano gli sguardi verso l’alto dove rimbomba la passione dei tredicimila fan accorsi a Bologna per acclamare la band che ha conquistato le classifiche di tutto il mondo: i Coldplay.
L’immensità del dipinto di Eugène Delacroix "La Libertà che guida il popolo", che sullo sfondo vive di energia propria, viene anticipata dalle note poderose del valzer di Strauss che in pochi secondi lascia spazio al silenzio. Le luci delineano sulle tende calate sul palcoscenico le figure dei quattro musicisti: è delirio. Sono Life in Technicolor e Violet Hill ad aprire lo spettacolo. Ma è Clocks a scatenare le danze. Chris Martin saluta coraggiosamente in un goffo italiano: ma a lui è tutto permesso.
Dalle prime battute la sensazione è quella di assistere ad un concerto storico. Una vera e propria ragnatela di suoni sembra imprigionare gli spettatori che ammaliati, rapiti, non possono che lasciarsi trasportare dall’onda d’urto che lo show provoca. Le scenografie ostentano la grandiosità della produzione: maxischermi, impianti luci sinuosi come serpenti, laser multicolori, enormi sfere che si illuminano, proiettano immagini dal vivo, video d’arte, sensazioni visive. La regia in diretta mette in scena uno spettacolo da dieci e lode. Le proiezioni, che sembrano il risultato di mesi di lavoro di montaggio, sono le immagini che in diretta vivono sul palco.
Stupefacente.
I prolungamenti verso il centro della struttura permettono al cantante di muoversi istrionicamente accerchiato dalle urla dei fan: suona, salta, balla, sorride. Il pubblico italiano non si risparmia e lo accompagna degnamente in ogni esecuzione. L’emozioni scorrono velocemente: da In My Place a Speed of Sound, da Cemeteries of London a Chinese Sleep Chant. Dopo 42 è la volta di uno dei capolavori: Fix You. Un emozionato Chris Martin si lascia sovrastare la voce (che non in tutti i momenti del live si è potuta apprezzare) dal pubblico che ha davanti. Un momento di pausa e ci regalano una stupenda interpretazione di God Put A Smile Upon Your Face, presentata in una techno version da brividi. Anche Chris scherza sull’effetto della canzone e si lascia svenire dopo le ultime note. L’ironia (velata di protagonismo) torna quando preso un palloncino colorato dal pubblico lo posizione sotto la maglia e dice: “Questi saranno i Coldplay tra 30 anni". Si torna sul palco principale. È la volta dei due potentissimi singoli di Viva La Vida or Death and All His Friends: Viva la Vida e Lost!. Il coro "ooh ooh ooh” è un’iniezione di vita che ripetuta durante la serata dai fan non può che farci sentire protagonisti di un inno mondiale, non può non ricordare la scritta nel quadro che Frida Kahlo ha dipinto otto giorni prima di morire e che ha proprio questo titolo.
I ragazzi scompaiono per pochi secondi e ce li ritroviamo nelle retrovie della gradinata mentre si accingono ad eseguire in un breve set acustico The scientist e Death Will Never Conquer dove Will canta e Chris suona l’armonica. Ci avviamo verso la fine. Politik precede la meravigliosa Lovers in Japan che sarà impossibile da dimenticare: mentre sullo schermo le immagini ci trasmettono le numerose sfumature dell’emozioni che il mondo ci regala, dall’alto migliaia di farfalle di carta volano sul pubblico, che a bocca aperta ritorna bambino, in quell’aria festosa dove coriandoli e luci bastavano per rubare un sorriso. Death and All His Friends sembra chiudere il concerto, ma non è così... Il giallo che lentamente pervade il palco non mente: la band torna sul palco per Yellow, il loro primo successo.
È difficilissimo parlare di questa serata dove confusi e letteralmente travolti non riusciamo ad essere critici di quello a cui abbiamo assistito: la carica d’energia subita sbalordisce. Ma pensandoci non serve essere critici, poiché nonostante la sfarzosità di una messa in scena rimangono le emozionanti parole e melodie di canzoni senza tempo, immortali.
Setlist del concerto
Life in Technicolor
Violet Hill
Clocks
In My Place
Speed of Sound
Cemeteries of London
Chinese Sleep Chant
42
Fix You
Strawberry Swing
God Put A Smile Upon Your Face (techno version)
Talk (only partial, techno version)
The Hardest Part (solo Chris Martin)
Postcards from Far Away (solo Chris Martin)
Viva la Vida
Lost!
The Scientist
Death Will Never Conquer
Politik
Lovers in Japan
Death and All His Friends
Yellow
The Escapist (outro)
Anita writes:
The only thing I can add is that I'll miss 'the Coldplay effect' for the next 3 years (if it goes as it has to go) on me.
I know, like every voice or post in all the sites and spaces dedicated to them, I'm one among those 13.000 people.
Just one. But I felt like no-one, that pressure behinds this music.
What it made grow inside of me in 1998, after the first release of PARACHUTES, the only real Coldplay MASTERPIECE, I reckon.
I wish I had the chance to tell Chris: "Despite all, despite you all are STARS now, I feel you're still that same boy from Exeter with an incredible sense for spleen".
other articles:

lunedì 29 settembre 2008

TONITE IS THE NITE!PALAMALAGUTI COLDPLAY 2008

LA SCALETTA:
Life In Techicolor
Violet Hill
Clocks
In My Place
Viva La Vida
42
Yes
The Scientist
Chinese Sleep Chant (B-stage)
God Put A Smile Upon Your Face (B-stage)
Square One
Speed Of Sound
Trouble
Lost!
Strawberry Swing
Yellow (Set Acustico)
Death Will Never Conquer (Set Acustico, Will alla voce)—
–Fix You
Lovers In Japan—
–Death And All Of His Friends
I don't wanna say anything more.
Just hold the breath and wait for the first note. Turn the head to see Alberto's first emotional reaction and start jumping.
And cross my fingers to make the all thing become true.
Me, crossing the backstage, Andy, Vicky and whoever allowing.